Home Theater for Dummies

Introduzione
HOME THEATER è un termine americano usato per descrivere l’insieme “IMPIANTO DI RIPRODUZIONE AUDIO E VIDEO” ed “AMBIENTE” in grado di dare la sensazione allo spettatore di essere in una prestigiosa sala cinematografica.
In questi ultimi anni, campagne pubblicitarie di aziende spudoratamente commerciali hanno inflazionato il termine, tanto è vero che è ora erroneamente usato per descrivere semplici impianti audio surround.

Audio+Video=Coinvolgimento
All’inizio il cinema fu muto: tecnologie via via più sofisticate permisero l’aggiunta della voce. L’importanza dell’audio legata al video è infatti questione abbastanza vecchia: è dagli anni ‘30 che si iniziò a sperimentare la stereofonia nel film. Nel 1938 Walt Disney impiegò un sistema audio multicanale per riprodurre la musica e i suoni del cartone animato “Fantasia”. Fu da questi anni che i produttori iniziarono a lavorare su diversi formati audio multicanale, per aumentare il coinvolgimento degli spettatori durante le proiezioni. La consacrazione dell’importanza dell’audio legato al video la si ebbe a fine degli anni ‘70, con la nascita di quella che è chiamata MULTIMEDIALITA’.

L’impianto Home Theater
Fino a qualche anno fa per ascoltare e vedere decentemente un film, bisognava andare in sale cinematografiche attrezzate, magari distanti chilometri; oggi grazie alla tecnologia audio/video digitale è possibile godersi a casa, sulla poltrona del proprio salotto il film preferito con una qualità audio e video decisamente coinvolgente. Quando questo impianto raggiunge determinati livelli qualitativi e l’ambiente possiede un certo confort, può venire chiamato “sistema home theater”.
Un impianto di riproduzione audio/video è composto dai diffusori, una sezione amplificatrice, una sezione di elaborazione del segnale audio, le sorgenti audio/video e il riproduttore video.

Diffusori.
I diffusori normalmente impiegati in un sistema di riproduzione audio/video sono 6: diffusore destro, sinistro, centrale, diffusore posteriore destro, diffusore posteriore sinistro e un subwoofer. ll diffusore centrale ha la funzione di riprodurre i dialoghi del programma e deve essere collocato esattamente nella posizione centrale da dove proviene l’immagine, sia esso Tv, monitor o videoproiettore o quant’altro. In questo modo anche gli spettatori più vicini al canale destro e sinistro percepiranno la voce provenire dal centro della scena.
I diffusori destro e sinistro hanno il compito di riprodurre la colonna sonora e parte degli effetti. Essi devono stare a lato dell’immagine proiettata, in modo equidistante. Sia il canale centrale che i diffusori destro e sinistro, dovrebbero essere collocati in modo tale che l’emissione dei rispettivi tweeters sia parallela al suolo e arrivi all’altezza della testa dell’ascoltatore.
I diffusori posteriori sono quelli che più caratterizzano un sistema audio/video multicanale: essi hanno il compito di circondare lo spettatore con suoni d’ambienza ed effetti sonori, in modo da dare la sensazione di trovarsi nel mezzo (in senso tridimensionale) alle scene. La loro posizione dovrebbe essere dietro il punto di ascolto e ad una certa altezza (per diffondere nel miglior modo il suono): contrariamente a quello che riguarda l’emissione frontale, posteriormente il suono non dovrebbe raggiungere l’ascoltatore direttamente, ma dovrebbe diffondersi in modo tale che l’ascoltatore non riesca a percepire esattamente il punto di emissione, ma solo una certa zona spaziale.
Il subwoofer dovrebbe riprodurre frequenze sotto gli 80Hz ed è elemento fondamentale della catena di riproduzione A/V: molti degli effetti audio legati al cinema, si basano su suoni a bassa frequenza, e sono quelli che più colpiscono emotivamente lo spettatore. Qui il posizionamento è determinate per una buona resa.
La caratteristica timbrica dei 6 diffusori dovrebbe essere identica o la più simile possibile.
La differenza tra un installatore professionale e uno improvvisato, sta anche nelle soluzione e nei risultati che riesce a creare per ottenere il miglior effetto di circondamento e resa delle basse frequenze: non esistono manuali con regole standard sul come posizionare questi diffusori, dato che l’acustica cambia da ambiente ad ambiente e da un arredamento ad un altro: esiste solo la fisica con le sue regole e le sue leggi. In alcuni casi, dove i diffusori sono molto lontani dagli apparecchi di amplificazione, può essere utile impiegare diffusori amplificati. Se è possibile intervenire sull’ambiente, sono utilizzabili anche modelli da incasso. Nel tempo si sono affacciate altre codifiche surround che aumentano il numero di canali (6.1, 7.1,…). Solo se l’ambiente lo permette se ne può trarre un reale beneficio.

Sezione di Amplificazione e Sezione di elaborazione dei segnali Audio/Video.
Queste due funzioni sono spesse volte presenti nel medesimo apparecchio (amplificatore integrato Audio/Video). Tutti i principali marchi commerciali hanno un nutrito catalogo ricco di differenti modelli: essi si differenziano per la potenza che sono in grado di erogare, per la tecnologia più o meno sofisticata nella sezione di elaborazione audio e video e per la tipologia dei segnali in ingresso. Un buon prodotto deve, innanzi tutto, avere un buon interfacciamento elettrico ed acustico con i diffusori. Dinamica e velocità nella risposta sono parametri che si apprezzano molto nella riproduzione audio/video. Qui, a differenza dei prodotti solo audio, tutte le case costruttrici utilizzano una tecnologia uguale o simile (stato solido); esistono chiaramente differenze qualitative di progettazione e realizzazione che fanno in modo che alcuni stadi finali suonino meglio di altri. Come abbiamo già detto in precedenza l’ “integrato” è la tipologia più diffusa in quanto generalmente più economica, ma non è difficile trovare sul mercato solo “finali” dedicati all’A/V: oltre che alla configurazione stereofonica si trovano anche finali a 3, 4, 5, 6 o 7 canali.
La sezione di elaborazione del segnale audio, è il cuore tecnologico dell’intera catena di riproduzione audio/video: infatti se è possibile avere il coinvolgimento dato dalla riproduzione multicanale, lo si deve al lavoro svolto da questa sezione. Gli standard principali audio legati alla riproduzione domestica che troviamo sui vari supporti e media audio/video sono: Dolby Digital AC-3, DTS, Dolby TrueHD, DTS-HD Master Audio, Dolby Digital Plus and DTS-HD High Resolution Audio, Dolby Stereo, Stereo, Mono. Per entrare nel dettaglio sul modo di operare di questi standard, bisognerebbe aprire un capitolo a se’ in questa trattazione, ma ora non è il momento. Tutti i processori oggi in commercio, operano in completo dominio digitale. Più questo processo è sofisticato, più è elevata la risoluzione (in bit) utilizzata. Le elaborazioni aggiuntive eseguite dal DSP sono svariate, e anche qui sono sinonimo della qualità del prodotto: la possibilità di variare il livello e il ritardo del segnale audio su ognuno dei canali impiegati è fondamentale; in più, se è possibile riequalizzare il segnale, ottimizzarlo dinamicamente a secondo del tipo di diffusore utilizzato, avere il cosiddetto “bass-manager”, … sono tutte funzioni di grande utilità.
Caratteristica divenuta molto utile è quella che il processore possa elaborare anche i segnali video in ingresso, convertendoli in un unico formato: per esempio tutti i tipi di segnali video (composito, s-video, component) up-scalati a 1080p su HDMI. Ovviamente uno scaler di buona qualità ha il suo costo e sono anche disponibili separatamente, come processori video esterni.
Altra importante caratteristica che il processore dovrebbe avere è la possibilità di accettare ingressi da un decoder multicanale esterno: questo permette al nostro sistema di diventare aggiornabile, per cui di “invecchiare” meno rapidamente di altri modelli.
Con l’arrivo sul mercato dei nuovi media e riproduttori HD è importante che il processore abbia ingressi ed uscite HDMI, HDCP compatibili.
Alcuni processori sono dotati di porta USB per poter riprodurre file multimediali da dispositivi esterni.
Altra novità introdotta recentemente è una porta LAN per poter interfacciare il processore sulla rete dati: da questa è possibile aggiornare il firmware della macchina stessa e riprodurre eventualmente audio in streaming.
Analogamente alla sezione di amplificazione finale, anche qui è possibile acquistare separatamente un processore “puro” : lo si potrà abbinare a finali multicanale, o collegare direttamente ai diffusori amplificati se questi sono diffusori attivi.

Blue Ray Disc
L’ultimo nato (e affermato) nella grande famiglia delle sorgenti digitali è il Blue Ray Disc. Si tratta dell’evoluzione del DVD: oltre a leggere i nuovi dischi ad alta definizione è retrocompatibile con i classici CD e DVD.  I nuovi lettori (sia Blue Ray Disc che DVD) leggono CD audio , VCD, CD-/+R, CD-/+RW, DVD-/+R, file JPG, Photo CD, WMA, DVIX e CD MP3; deve essere presente almeno un’uscita digitale audio, la quale può essere ottica TOS-link o coassiale.
Anche sui lettori DVD (oltre che immancabile sul Blue Ray Disc) è presente l’uscita HDMI.
Per l’uscita video, oltre che la sopra citata HDMI ci dovrebbe essere un’uscita Component (sia per il segnale interlacciato o per l’eventuale progressivo). Le migliori uscite dal punto di vista qualitativo sono comunque quelle digitali: HDMI, DVI-I o DVDI-D. Chiaramente i lettori con decoder incorporato, devono possedere le 6 o più uscite analogiche corrispondenti ai 6 (o più) canali decodificati dal DD o DTS. Per ottenere un buon risultato nella riproduzione, non basta possedere un lettore b-ray/dvd di elevata qualità, ma anche un film registrato impeccabilmente sia in audio che in video.

Ricevitore Satellitare.
Per la natura del media (onde radio), costo e la quantità di servizi offerti, si presta a diventare il più diffuso ed il più popolare tra le sorgenti audio/video. I programmi trasmessi digitalmente possono offrire sottotitolazione, programmi multilingue, riprese da più angolazioni dello stesso evento, giochi, ricezione dati da Internet, programmi radio e si può prenotare (con il servizio PAY PER VIEW) il film che interessa all’orario preferito: insomma, la sorgente multimediale più variegata. La qualità audio/video, può variare da programma a programma e da emittente a emittente. Alcune di queste trasmettono programmi in Full HD con audio multicanale.
I decoder più evoluti presentano uscite audio e video digitali (HDMI e Tos-Link o Coaxial)

HT-PC (Home Theater PC)
Si tratta di PC ottimizzati per le prestazioni multimediali. Un HTPC ideale dovrebbe essere silenzioso, dovrebbe avere un HD molto capiente, schede tuner TV e SAT incorporate, un versatile DVD driver, un’ottima scheda video e audio. Microsoft, credendo molto in questo mercato, ha messo a punto un software chiamato Windows Media Center. Si tratta di un software ottimizzato per applicazioni multimediali installato su PC assemblati con requisiti hardware molto ristretti.
Altre macchine in commercio sfruttano versioni Linux-embedded. Anche Apple con prodotti come il MAC Mini si presta ad essere un piccolo HTPC con una buona interfaccia grafica.

Client Audio/Video
L’evoluzione dei sistemi basati su HTPC ha portato alla nascita di client Audio/Video.
Il client è sostanzialmente un HTPC ottimizzato unicamente alla riproduzione mentre l’immagazzinamento delle informazioni è relegato al server. Questo permette di dislocare in un altro ambiente una macchina che solitamente è rumorosa ed ingombrante (avendo da gestire più hard disc). I client possono avere dimensioni veramente minimali e i più interessanti offrono la possibilità di accedere ad internet a siti ove è possibile visualizzare contenuti multimediali (YouTube, Flickr, Metacafe, …). Un esempio di client minimale è l’Apple TV (con tutte le limitazioni comunque di una piattaforma chiusa come sta diventando Apple).

Videoproiettori
Chi ha spazio e budget a disposizione, troverà nei videoproiettori il mezzo più coinvolgente per vedere i film preferiti. Anche qui, l’utente, si trova a scegliere tra diverse tecnologie. Le più diffusa (e più economiche) sono quelle a LCD e DLP. Un prodotto interessante per Home Theater, dovrebbe avere una luminosità maggiore o uguale a 900 AnsiLumen, e una matrice nativa 16:9, con risoluzione maggiore o uguale 1280 x 720 (meglio full HD, 1920 x 1080). Ingressi HDMI e Component sono fondamentali. Altra tecnologia (che sta per essere oscurata da quelle emergenti) è quella a tubi. Si tratta di un apparecchio facente uso di 3 tubi catodici corrispondenti ai colori rosso verde e blu. La sovrapposizione delle 3 immagini nei 3 colori, crea l’immagine reale. Il vantaggio è dato soprattutto dalla qualità dell’immagine: purtroppo l’ingombro, la macchinosità della taratura non ne fa un bestseller. Una delle più interessanti tecnologie è chiamata DILA. Si tratta di macchine  compatte (simili a quelle LCD/DLP) ma con una qualità cromatica e una sensazione di definizione superiori. Le macchine più sofisticate raggiungono definizioni molto elevate grazie all’adozione di più chip DILA. Per collegare la sorgente al videoproiettore è indispensabile usare dei cavi di buona qualità a 75 Ohm /m o digitali.
L’uso del proiettore presuppone l’installazione dello schermo di proiezione. Questo può essere fondamentalmente di tre tipi: fisso (a cornice), motorizzato (a scomparsa), tensionato (a scomparsa).
Se non ci sono vincoli estetici particolari meglio fisso, a parete in quanto la tela rimae sempre tesa dalla cornice. Se è necessario occultare lo schermo quando non utilizzato è meglio la soluzione tensionata: lo schermo (avvolgibile) è teso tra due cordini laterali in modo che la superficie rimane sempre perfettamente piana. Data la complessità costruttiva è anche la soluzione più costosa. La soluzione comunque più diffusa è la classica motorizzata. Le tele utilizzate per la realizzazione dello schermo possono avere diverse caratteristiche: bianche, grigie, per retroproiezione, forate, … Qui è bene sceglierla in base alle caratteristiche d’installazione e del proiettore.

TV
Anche questo è un settore in forte evoluzione tecnologica.
Una prima divisione potrebbe essere fatta seguendo la tecnologia con la quale è realizzato lo “schermo”: LCD , Plasma, OLED, LED, …. I monitor/tv OLED/LED sono gli ultimi ad essere comparsi sul mercato: hanno un costo elevato ma sono tecnologie in fortissima espansione.
Ormai i monitor/tv tradizionali si possono considerare LCD e PLASMA. Possiedono un ingombro incredibilmente ridotto (profondità di 7/10 cm) e dimensioni che vanno dai 15 ai 130 pollici. Tutti i modelli devono possedere ingressi dati, video component e HDMI. I tv è importante che abbiamo il decoder digitale terrestre incorporato. Importante da valutare al momento dell’acquisto il livello di rumorosità, disponendo solitamente di diverse ventole di raffreddamento.

Ambiente
E’ impossibile separare l’ “IMPIANTO” dall’ “AMBIENTE”, in quanto deve esserci una profonda integrazione tra i due elementi. L’ideale è poter progettare assieme entrambi. Questo permette di scegliere tra i migliori compromessi, creando meno danni “estetici” nel posizionamento dell’impianto e “tecnici” nello scegliere e disporre nel modo appropriato l’arredamento. Si dovrebbe realizzare un ambiente con il giusto grado di assorbimento acustico e con la possibilità di inserire trappole per bassa frequenza. L’illuminazione non dovrebbe arrecare disturbo alla visione: se gli apparecchi scelti avessero problemi di dissipazione termica, sarebbe corretto pensare ad un ricircolo forzato di aria nella zona dove li si è collocati. Una regola fondamentale: il corpo dello spettatore deve stare in posizione rilassante e confortevole. La posizione della seduta principale dovrebbe stare perpendicolare allo schermo video ed in posizione centrale ad esso. Bisogna pensare a divani o poltrone confortevoli, non affaticanti. Oggetti di vero e proprio culto nei veri sistemi Home Theater sono frigobar e macchina per pop-corn.

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giovedì, gennaio 10th, 2008 Articoli Informativi, Articoli Tecnici

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